CHI SIAMO

Siamo un gruppo di donne, provenienti da luoghi diversi, che precorrono lo stesso cammino. Il nostro nome è Figlie di Gesù e ci sentiamo chiamate come Lui a realizzare con passione ciò che Dio vuole per questo mondo, il suo sogno di fraternità. La nostra Congregazione è stata fondata da Candida Maria di Gesù a Salamanca (Spagna) l’8 dicembre del 1871.

FONDATRICE

Candida Maria di Gesù (Giovanna Giuseppa Cipitria y Barriola), nasce in un piccolo villaggio, Andoain, nella regione di Guipúzcoa (Paese Basco) il 31 maggio 1845. I genitori sono umili lavoratori, il papà è tessitore. Lei è la più grande di sette sorelle. Due sorelline muoiono in tenera età. La famiglia ha come abitazione alcune stanze in un vecchia casa di campagna condivisa con altri vicini. Non sappiamo nulla circa la sua istruzione iniziale, parla la lingua della sua terra: l’euskera.

Il suo incontro con Dio, la sua fede e la sua formazione cristiana avviene nell’atmosfera della famiglia profondamente credente. La bambina ha una sensibilità particolare per le cose di Dio, un affetto pieno di tenerezza verso Gesù e la Madonna. Rivela anche una sensibilità verso i poveri. Le prime biografie hanno conservato dei gesti di condivisione quando era ancora molto piccola.

In seguito la sua famiglia si trasferisce a Tolosa in cerca di lavoro. Giovanna da adolescente lavora con la mamma come collaboratrice domestica. Verso i sedici anni riceve una proposta di matrimonio da un giovane benestante. I genitori le chiedono di accettare, ma lei sta vivendo un’altra esperienza nel suo intimo, rifiuta anche se sa benissimo che quel matrimonio avrebbe risolto la disagiata situazione familiare e dice: “Io sono solo per Dio”.

Più tardi, consigliata dal suo padre spirituale, Giovanna va a lavorare come donna di servizio prima a Burgos e poi a Valladolid

Il 2 aprile del 1869, nella Chiesa “El Rosarillo”, davanti all’altare della Sacra Famiglia chiede al Signore ancora una volta luce sulla sua volontà e Dio con maggiore chiarezza gli esprime il suo desiderio: “Fondare una Congregazione con il nome delle Figlie di Gesù, dedicata alla salvezza delle anime per mezzo dell’educazione ed istruzione dell’infanzia e della gioventù”. Così, l’8 dicembre 1871 a Salamanca, con altre cinque compagne e l’aiuto del padre Herranz sj, comincia l’avventura della nuova fondazione che presto si estenderà in altre città spagnole.

Immagine Altare “El Rosarillo”

Più tardi, il 3 ottobre del 1911, con l’invio delle prime Figlie di Gesù in Brasile, il suo sogno missionario diventa realtà.

Muore a Salamanca il 9 agosto del 1912.

La madre Candida viene beatificata il 12 maggio 1996 e canonizzata il 17 ottobre 2010.

Celebriamo la sua festa il 9 agosto.

Io, solo per Dio

«Io, solo per Dio»: questa fu la risposta schietta di GIOVANNA GIUSEPPA CIPITRIA Y BARRIOLA al dono meraviglioso della prima chiamata e nel rinunciare ad un vantaggioso matrimonio.

«Quaranta anni di vita religiosa e quaranta anni tutti per Dio» poté dire e sentirsi «tranquillissimamente tranquilla» quando un’altra chiamata, l’ultima, la invitava all’unione con Dio definitiva e per sempre gioiosa.

Sono due espressioni che inquadrano tutta la sua vita. Una vita iniziata all’alba del 31 maggio 1845 nel casale di Berrospe, ad Andoain (Guipúzcoa), Spagna, ed arrivata al suo termine il 9 agosto 1912, a Salamanca.

L’8 dicembre 1871, Giovanna Giuseppa, come Fondatrice Madre Candida Maria di Gesù, aveva iniziato proprio a Salamanca la fondazione di una Congregazione nuova per l’educazione cristiana dell’infanzia e della gioventù e per la promozione della donna.

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Lo stesso giorno della sua nascita, la primogenita di Giovanni Michele, tessitore, e di Maria Jesús ricevette il battesimo nella chiesa parrocchiale di San Martino. Il 5 novembre 1848, le fu amministrato anche il sacramento della confermazione. All’età di dieci anni, ricevette la sua prima comunione nella parrocchia di Santa Maria di Tolosa. Quella prima comunione aveva lasciato in lei una tale gioia dell’incontro con Gesù che, quando nell’ora della sua morte le chiederanno se volesse riceverlo per l’ultima volta, risponderà con tanto vigore: «Come? Se voglio? Non una, ma mille volte se fosse possibile! »

La sua condizione semplice, la sua scarsa preparazione intellettuale, la mancanza di mezzi economici e di aiuti materiali all’inizio della fondazione e durante tutta la sua vita, mettono in evidenza che è stata la risposta fiduciosa alla chiamata di Dio a fare di lei uno strumento adatto per la missione per la quale era stata prescelta.

Con l’apertura di scuole per bambini e ragazze di tutte le categorie sociali — in un tempo in cui pretendere tale integrazione sembrava un’utopia — e di scuole domenicali per lavoratrici e domestiche, la Madre Candida inserisce la Congregazione delle Figlie di Gesù nel progetto pastorale della Chiesa del suo tempo. Una Chiesa che soffre, nel secolo XIX, per il progredire incontrollato del liberalismo in Spagna, come accadeva in tutta Europa.

La sua spiritualità traeva alimento dagli Esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola. Con la collaborazione del P. Herranz, S.I., scrisse le Costituzioni per la sua famiglia religiosa. Nel desiderio di dare stabilità alla sua opera, si recó a Roma per ottenere l’approvazione pontificia, che le venne concessa dal Papa Leone XIII il 18 settembre 1902.

Tutta la vita della Madre Candida Maria di Gesù fu permeata dall’esperienza della vicinanza di Dio, dall’amore personale per Cristo.

La sua fu una vita colmata da molte virtù e doni dello Spirito Santo, che lei ricevette sempre in profondità e con autentica sapienza.

Senza questa forza è inspiegabile il lavoro che svolse, le opere intraprese e le sofferenze sopportate. Seppe sempre proclamare la sua fede, la sua speranza e il suo amore a Dio con l’atteggiamento di chi non si lamenta del presente e non si inquieta per il futuro.

Una caratteristica ben precisa della sua spiritualità è la fiducia. Mai il dubbio ha turbato la sicurezza della Madre Candida nella potenza e fedeltà di Dio. Convinta della sua piccolezza, scrive: «Quanto maggiore è la mia miseria, tanto più spero nella misericordia di Dio». Ha saputo sempre proclamare la sua speranza con la generosità gioiosa di chi si abbandona nelle mani del Padre in cui crede e spera: «È posta nelle mani di Dio la nostra causa. Siamo Figlie di Gesù. Egli ci difenderà da ogni male. Questa è nostra speranza e non saremo deluse».

La sua espressione: «Non confido su di me e pongo tutta la mia speranza in Te, carissima Madre mia» manifesta la sua fiducia anche nella Madonna, «Stella del nostro cammino».

Nella sua vita di fede emerge il suo spirito di orazione. È un’anima contemplativa, che prega sempre e dedica molto tempo a lodare, chiedere, ringraziare, Dio nostro Padre. A questo spirito cercherà di educare le sue figlie e le giovani nelle sue scuole.

Tutto quanto faceva nella vita era per la gloria di Dio e così chiede nella Formula: «Promuovere la gloria di Dio ed il bene del nostro prossimo, più che il nostro proprio benessere o utilità temporale».

Il modo di orientare la sua vita a Dio, di consigliare e di consigliarsi, manifestano l’alto grado di prudenza evangelica raggiunto dalla Madre Candida.

L’universalismo del suo carisma, «per insegnare alle alunne interne ed esterne, ricche e povere, qui e là, dove la maggior gloria di Dio lo richiede» era e continua ad essere un impegno che merita di essere considerato come un’intuizione di quella che oggi chiamiamo «giustizia sociale».

In mezzo alle prove e alle sofferenze, ebbe la fortezza di mantenersi serena ed essere così testimone della potenza di Dio. Aveva nel cuore quella convinzione che ripeteva con tanta sincerità: «Senza croce non si va da nessuna parte; vengano croci e si faccia la volontà di Dio».

Nella sequela di Cristo che «essendo ricco, si fece povero per noi » (2 Cor 8, 29), sono ben evidenti i segni del suo distacco dai beni materiali per donarli ai poveri: «Dove non c’è posto per i miei poveri, non c’è posto neppure per me» ha risposto una volta mentre era domestica a Burgos.

Numerosi testimoni affermano che visse nella povertà, amò la povertà, senza mai lamentarsi della povertà personale e agendo sempre con la mentalità del povero (Vita Consecrata 90).

È noto il suo grande amore per la virtù della castità, che la spingeva a dire: «Teniamo un cuore grande, generoso, tutto per Dio e solo per Dio ».

Ebbe grande rispetto per l’Autorità ecclesiastica, rappresentata dai suoi confessori e direttori spirituali, e più ancora per i Vescovi e il Sommo Pontefice, in una obbedienza cieca e filiale per «sentire con la Chiesa». Anche per lei, come per santa Teresa di Gesù, la sua gloria più grande è stata quella di essere figlia della Chiesa.

Come Fondatrice e Superiora Generale, «fu guida per le altre animandole a seguire le orme di Gesù» (Lettera 458) e, docile alla volontà di Dio nel compimento della sua missione, esercitò la sua autorità con spirito di servizio alle sorelle «cercando sempre di obbedire come figlie al piano del Padre». (Il servizio dell’autorità e l’obbedienza, 5).

La fama di santità che la Madre Candida Maria di Gesù godeva già durante la sua vita continuò a crescere nel tempo. Il 6 luglio 1993 Giovanni Paolo II riconosce l’eroicità delle sue virtù e il 12 maggio 1996 la beatifica a Roma. Il 17 ottobre 2010 è stata canonizzata a Roma da papa Benedetto XVI. La celebrazione liturgica è il 9 agosto.

Oggi la Congregazione da lei fondata è presente in 17 paesi di Europa, Africa, America ed Asia, portando ad uomini e donne del nostro tempo il messaggio liberatore di Gesù e la testimonianza di un cammino aperto alla santità.

MISSIONE E CARISMA

Il fine della Congregazione è annunciare Gesù con la vita e, partendo da una concezione cristiana della persona e del mondo, collaborare allo sviluppo integrale di coloro che serviamo.

Guardando a Gesù di Nazareth, sperimentiamo Dio come Padre universale e ci sentiamo chiamate a diventare sorelle di tutti, specialmente di coloro che hanno più bisogno.

Siamo una Congregazione di spiritualità ignaziana che trova le sue fondamenta negli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola.

Fate tutto per la Gloria di Dio!

La Madre Candida aveva una delicata sensibilità ed una volontà energica.

Nella sua adolescenza, Giovanna percepisce una chiamata, e la sua risposta definitiva, totale, non si fa attendere. Ancora giovane, rinuncia a un matrimonio vantaggioso, lascia la sua terra natale per andare a lavorare in Castilla con il fine di collaborare nell’economia familiare. Dotata di una grande sensibilità verso i più bisognosi, prende a cuore le situazioni disagiate di coloro che le vivono accanto.

Il desiderio di compiere ciò che vuole Dio è l’unico motore che muove la sua vita. Nella ricerca delle vie concrete che l’avrebbero portata alla sua piena realizzazione, interviene il gesuita Padre Michele Giuseppe Herranz, che la orienterà per i sentieri della spiritualità ignaziana, verso la quale la giovane si sentiva attratta.

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Curiosamente, nella sua infanzia frequentava la Chiesa di Santa Marìa in Tolosa dove vi è un altare con la statua di Sant’Ignazio di Loyola con in mano il libro delle Costituzioni della Compagnia di Gesù. Giovanna si fermava a venerare il santo e maturava in lei il desiderio di seguire Cristo allo stesso modo: “Santo mio, desidero fare ciò che è scritto in questo libro…”, diceva. Allora era ben lontana dal sospettare come quel desiderio, espresso con ingenuità e semplicità, sarebbe divenuto realtà.

Le note fondamentali di questa spiritualità, adeguata alla sua particolare ispirazione, hanno marcato il suo operato: RADICALITÀ NEL SEGUIRE CRISTO, MISSIONE EDUCATIVA, DISPONIBILITÀ APOSTOLICA.

Questo è il carisma della Madre Candida, espresso in lineamenti ben precisi: FILIAZIONE, CRISTOCENTRISMO, SPIRITO MARIANO, MISSIONE.

Il 2 aprile 1869, nella Chiesa “El Rosarillo” in Valladolid, dinanzi all’altare della Sacra Famiglia chiede al Signore ancora una volta luce sulla sua volontà e Dio, con maggiore chiarezza, le esprime il suo desiderio: “Fondare una Congregazione con il nome di Figlie di Gesù, dedicata alla salvezza delle anime, per mezzo dell’educazione e istruzione dell’infanzia e della gioventù”.

Con la conferma nel cuore, l’8 dicembre 1871, a Salamanca, con altre cinque donne comincia l’avventura della nuova fondazione. Niente la trattiene: né la consapevolezza della sua povertà, né la scarsità delle risorse umane e materiali. Ha fiducia in Dio e agisce sicura perché questo è “ciò che Dio vuole”.

Candida Maria di Gesù è una donna radicale, decisa, senza mezzi termini quando si tratta di donarsi al Signore: “Se Dio lo vuole, costi quel che costi, lo farò; se non è volontà di Dio, anche se mi ammazzano, non lo farò!”, ripeterà più tardi alle sue consorelle.

In questo modo e con il nome di Candida Maria di Gesù, questa donna di poca cultura e con pochi mezzi materiali, fonda la Congregazione delle Figlie di Gesù in una delle città universitarie più importanti del XIX secolo. Nella Spagna agitata di quel secolo, in piena crisi rivoluzionaria, l’educazione cristiana era una necessità e una sfida. L’esclusione della donna e delle classi economicamente deboli nell’ambito dell’insegnamento, muovono la Madre Candida a intraprendere questo cammino. E molto presto ciò che cominciò in Salamanca si estende per tutta la geografia spagnola.

Più tardi, il 3 ottobre del 1911 con l’invio delle prime Figlie di Gesù in Brasile, il suo sogno missionario diventa realtà: “Il mondo è piccolo per i miei desideri…”.

Il 9 agosto 1912, in Salamanca, la Madre Candida già vicina alla morte, contemplava con affetto le sue figlie sussurrandogli: “Vi porto nel cuore. Fate tutto per Dio.”. Morì lo stesso giorno alle cinque del pomeriggio “tranquillissimamente tranquilla”.

DATE DELLA CONGREGAZIONE

La “Famiglia della Madre Candida” celebra le feste più significative come mezzo per crescere ed esprimere l’unione tra tutti.

3 Gennaio

Festa del Nome di Gesù

2 Aprile

Ispirazione della Fondazione nel Rosarillo (Valladolid 1869)

27 Aprile

Festa della Beata Mª Antonia Bandrés FI (Salamanca +1919)

31 Maggio

Nascita di Giovanna Giuseppa (Andoain 1845)

5 Luglio

Nascita del Padre Herranz s.j. (1896)

31 Luglio

Festa di Sant’Ignazio di Loyola

9 Agosto

Morte di M. Candida (1912) e Festa di Santa Candida Maria di Gesù

24 Settembre

Primi voti perpetui nella Congregazione (1903)

8 Dicembre

Immacolata Concezione di Maria e Memoria della Fondazione della Congregazione (Salamanca 1871)

MARIA ANTONIA BANDRÉS Y ELÓSEGUI

MARIA ANTONIA BANDRÉS Y ELÓSEGUI nacque a Tolosa, Spagna, il 6 marzo 1898, secondogenita di Raimondo Bandrés, avvocato, e Teresa Elósegui, genitori di 15 figli. Due giorni dopo venne battezzata coi nomi Maria Antonia Giuseppa. In famiglia la chiamavano Antonita. Bambina di salute cagionevole e di alta sensibilità ricevette le prime lezioni a casa dalle sorelle di p. Illario Oscoz, il suo confessore e guida spirituale, che mai dimenticò.

Frequentò poi il collegio delle Figlie di Gesù e il 3 maggio 1909 si accostò alla Prima Comunione. Pur vivendo in una famiglia agiata, sentì sempre la pre­occupazione per i poveri e i bisognosi ed esercitò nelle periferie di Tolosa e con le operaie del sindacato un’opera sociale e di apostolato. Durante gli esercizi spirituali del 1913 a Loyola si ricordò delle parole di Madre Candida Maria di Gesù: «Tu sarai Figlia di Gesù», e decise di essere per sempre «solo e tutta di Gesù».

L’8 dicembre 1915 iniziò il noviziato nella Congregazione delle Figlie di Gesù a Salamanca, vivendo la sua consacrazione in un atteggiamento di umile supplica: «che nessuno in questo mondo mi allontani da Te, poiché con tutta la generosità e il coraggio che possiedo mi sono messa nelle tue mani…; fai di me quello che vuoi, poiché so che mi ami».

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Il 31 maggio 1918 pronunciò i suoi primi voti, ma proprio quando poteva sperare nella realizzazione dei suoi sogni missionari, una malattia inesorabile la colpì. Non la colse però di sorpresa. Alcuni mesi prima, mossa da un’esperienza interiore, aveva offerto la sua vita a Dio per la salvezza di suo zio, padrino di battesimo, che conduceva una vita poco coerente con la fede e la morale cristiana.

Durante la malattia fu curata dal dottor Filiberto Villalobos che rimase colpito dalla sua bontà squisita, dalla sua dolcezza e dalla sua serenità di fronte alla morte. «Lei sa dove va, ma che sarà di noi dopo la morte?» commentò Miguel de Unamuno, filosofo e amico del medico. Maria Antonia non sapeva però che il suo atteggiamento aperto di fronte alla morte era motivo di profonde riflessioni per questi uomini, in parte agnostici.

Maria Antonia invece formulava la sua ultima preghiera con queste parole: «Ricevi l’anima mia, non Ti allontanare». Nei suoi ultimi istanti ricevette la grazia della consolazione profonda: «Questo è morire? Che dolce è morire nella vita religiosa! Sento che la Vergine è al mio fianco, che Gesù mi ama e io lo amo».

Circondata dalle consorelle, che si presero cura di lei durante l’ultima e dura malattia, nel noviziato a Salamanca si concludeva la vita di questa giovane Figlia di Gesù il 27 aprile 1919. L’amato zio comprese subito il gesto misericordioso della sua figlioccia e scoprì il perdono del Padre in un giorno di grazia.

Il 12 maggio 1996, Maria Antonia Bandrés y Elósegui è stata proclamata Beata, insieme alla fondatrice, da Papa Giovanni Paolo II.

MIRACOLO

Maria Antonia Bandrés y Elósegui è riconosciuta dalla Chiesa come Beata per le sue virtù eroiche. La sua giovane vita trascorse in costante preghiera soprattutto per coloro che erano lontani dall’amore di Dio. Le è stato riconosciuto anche il miracolo di aver salvato una persona da morte accidentale, tramite la sua intercessione a Dio.

Si narra che Antonio Bandrés Navarro, cadde accidentalmente tra i binari mentre cercava di salire sul treno già in partenza. Senza perdere conoscenza realizzò immediatamente che correva un pericolo mortale e, in quel preciso istante, invocò con tutto il suo fervore l’intercessione di Maria Antonia. Questa fu la sua preghiera: “Antonita dell’anima mia, salvami!”. Subito dopo l’invocazione, Antonio vide un ferro del treno a cui aggrapparsi. Lo distingueva dagli altri perché sembrava luccicare in modo speciale, come se provvidenzialmente fosse predestinato a servirgli per sottrarsi dal pericolo di morte. La fiducia con la quale il protagonista di questa storia drammatica si rivolse a suor Antonia Bandrés, si doveva di certo ad un legame di parentela ma anche anche alla profonda devozione che lui nutriva nei confronti della Beata. Antonio era effettivamente uno zio della religiosa.

Dopo essersi aggrappato al ferro sotto il vagone, rimanendovi appeso con mani e piedi, fu lanciato incolume fuori dalla portata del treno, ad una distanza di 60-70 metri rispetto al sito del vagone. Questo avvenimento fu studiato con attenzione. Furono rilevate prove mediche e logistiche per cui considerarono inspiegabile il fatto che l’uomo ne fosse uscito illeso e solo con graffi e vestiti strappati.

Il decreto sul miracolo fu promulgato il 30 aprile 1996.

PREGHIERA

Signore Gesù,

che hai dato alla Beata Maria Antonia

la grazia di rispondere alla tua chiamata

ed esserti fedele fino al sacrificio eroico

per Il bene degli uomini,

concedici un cuore generoso

affinché, seguendo il suo esempio,

doniamo la nostra vita al tuo servizio nella Chiesa.

Concedici anche ciò che

per sua intercessione ti chiediamo,

per la gloria tua, del Padre e dello Spirito Santo.

Amen.

Petizione (intenzione personale).

Padre nostro…

Figlie di Gesù

DOMUS REGINA PACIS

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Telefono:  (0039) 06 35420193
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CURIA GENERALIZIA

Via San Giovanni della Croce, 41
00166 ROMA

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SUORE FIGLIE DI GESÚ

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